Ecografia del I trimestre​

(generalmente effettuata prima della 10a settimana)

Ecografia del I trimestre

Nel I trimestre e generalmente entro le 10 settimane (periodo embrionario) si esegue un controllo ecografico, per via transaddominale o più frequentemente per via transvaginale finalizzato alla valutazione della corretta localizzazione in utero della gravidanza, della presenza e numero degli embrioni e dell’attività cardiaca embrionaria. Queste informazioni essenziali per definire regolare l’evoluzione della gravidanza, hanno utilità, soprattutto, nelle gestanti con sintomi (dolori o sanguinamento ad inizio gravidanza) o che abbiano avuto in passato aborti o gravidanze extrauterine.

L’ecografia del I trimestre permette, nelle pazienti che non ricordino l’ultima mestruazione o con cicli irregolari o che abbiano concepito durante l’allattamento o subito dopo la sospensione di contraccettivi orali, di risalire, con buona accuratezza, all’età della gravidanza. Questo consente di ricostruire una data che viene definita “ultima mestruazione” (U.M.), pur sapendo che la paziente non ha avuto mestruazioni quel giorno! L’ultima mestruazione ricostruita ecograficamente permette di:

  • pianificare i vari controlli alle settimane adeguate,
  • stabilire la data presunta del parto (ovvero il giorno in cui la gravidanza giunge a 40 settimane),
  • stabilire la cosiddetta “settimana ostetrica” (41° settimana) ovvero quel tempo che il ginecologo attende prima di indurre il parto, se il travaglio di parto non sia insorto spontaneamente entro la data presunta.

La datazione della gravidanza avviene sulla base della misura del CRL (crown-rump length o LVS lunghezza vertice-sacro dell’embrione). Tale misura deve essere eseguita in modo corretto ovvero ottenendo un’immagine ecografica chiara dell’intera lunghezza dell’embrione, escludendo dalla misurazione il sacco vitellino (che si trova in stretta vicinanza dell’embrione). Si confronta, poi, la misura del CRL con delle tabelle di riferimento che evidenziano l’epoca gestazionale a cui corrisponde il CRL rilevato.

Se la paziente ricorda bene l’U.M., l’ecografia permette di stabilire la concordanza tra epoca gestazionale (calcolata in base all’U.M.) ed epoca ecografica (calcolata in base al CRL). Se tra le due epoche troviamo una discrepanza ≥ 7 giorni, è opportuno ridatare la gravidanza. Se la discrepanza è inferiore a 7 giorni (± 1 settimana) non si ridata perché questa differenza rientra nella normale variabilità tra gli individui.

Esempio 1: la paziente riferisce U.M.: 28.09.10.

Esegue l’ecografia del I trimestre il giorno 29.11.10 ovvero ad un’epoca gestazionale di 8 +6giornisettimane.

La misura del CRL risulta di 22 mm. In base alle tabelle di riferimento il CRL corrisponde a 8 +6giornisettimane.

Þl’età gestazionale corrisponde all’età ecograficaÞsi conferma U.M. il 28.09.10.

Esempio 2: la paziente riferisce U.M.: 28.09.10.

Esegue l’ecografia del I trimestre il giorno 29.11.10 ovvero ad un’epoca gestazionale di 8 +6giornisettimane

la misura del CRL risulta di 32 mm. In base alle tabelle di riferimento il CRL di 32 mm corrisponde a 10 +1giorni settimane

Þl’età ecografica è > 11 giorni rispetto all’età gestazionaleÞabbiamo riscontrato una discrepanza > 7 giorniÞdobbiamo ridatare la gravidanza.

L’ U.M. del 28.09.10 va sostituita con la data del 17.09.10 (ovvero 11 giorni prima).

 

Solo nel primo trimestre è possibile datare nel modo più accurato una gravidanza. In presenza di una datazione del I trimestre già effettuata, non si devono effettuare ulteriori datazioni. Eventuali discrepanze riscontrate dopo tale epoca vanno attribuite alla variabilità tra individui che hanno la stessa età.

Inoltre, l’ecografia del I trimestre spesso permette anche di diagnosticare eventuali malformazioni uterine, fibromiomi e patologie annessiali non note prima della gravidanza.

In confronto ad altre ecografie ostetriche più specialistiche per il ginecologo e coinvolgenti per la paziente (es.: la morfologica che rileva malformazioni fetali, la translucenza nucale che aiuta nella scelta di un esame invasivo) l’ecografia del I trimestre sembrerebbe quasi non avere importanza ma l’apparenza di esame facile e veloce, in realtà, è fuorviante e apre la strada ad una serie di errori che potrebbero ripercuotersi sulla gestione di tutta la gravidanza fino al parto (es. diagnosticare un difetto di crescita che in realtà tale non è, eseguire l’esame morfologico ad un epoca superiore a quella adeguata ecc.) e che potrebbero avere influenza anche sugli esiti neonatali.