L’ecografia transvaginale studia la morfologia e lo stato di salute degli organi genitali interni femminili, quindi utero, ovaie ed annessi, è utile anche per controllare la gravidanza nel primo trimestre.

L’ecografia transvaginale si basa sull’emissione di onde sonore ad elevata frequenza da parte di una sonda (coperta da liquido sterile) inserita nella vagina; Queste onde vengono in parte riflesse dai tessuti che incontrano, in base alla loro densità. Le onde sonore così riflesse vengono captate dalla stessa sonda che le ha generate, ed elaborate da un calcolatore informatico per ricostruire immagini in tempo reale delle regioni anatomiche studiate.

L’ecografia transvaginale viene tipicamente effettuata in donne con problemi di infertilità, sanguinamenti anomali (legate a cause come fibromi o polipi), dolori pelvici, amenorrea, malformazioni congenite di utero ed ovaie, e dinanzi a sospetti di tumore od infezioni.

Può essere effettuata anche in gravidanza, per la capacità di evidenziare più precocemente le immagini dell’embrione/feto e delle condizioni del collo dell’utero. L’ecografia transvaginale non comporta nessun rischio per la madre né per il feto, in quanto non vengono impiegate radiazioni ionizzanti come accade nelle radiografie.

L’ecografia transvaginale viene effettuata preferibilmente a vescica vuota, è molto simile ad una visita ginecologica, la paziente si trova infatti distesa supina su un lettino in posizione ginecologica; La sonda coperta da una specie di profilattico cosparso di lubrificante sterile, viene quindi inserita con delicatezza nella vagina. L’ecografia può essere effettuata anche in qualsiasi fase del ciclo mestruale.

L’approccio transvaginale permette di ricavare immagini più precise e dettagliate dallo studio anatomico della ragione, data la vicinanza della sonda alle strutture da esaminare.

indicazioni dell’ecografia transvaginale sono:

Fibromi: sono dei tumori benigni che colpiscono l’utero e sono piuttosto comuni nelle donne, soprattutto tra i 30 e i 50 anni. Provoca forti dolori e ingenti sanguinamenti. Si presentano come noduli di varie dimensioni, composti da tessuto muscolare e tessuto fibroso. Spesso richiedono un trattamento farmacologico per il controllo della dimensione ma è frequente l’intervento chirurgico per l’asportazione, soprattutto nei casi più gravi, in cui il fibroma raggiunge dimensioni importanti. Il trattamento chirurgico prevede l’asportazione del solo fibroma quando questo non ha raggiunto dimensioni ragguardevoli, altrimenti si rende necessaria l’isterectomia, ossia l’asportazione dell’intero organo uterino. L’ecografia interna può dare informazioni sulla presenza, dimensioni e posizione di eventuali fibromi uterini.

Polipi: sono delle formazioni estranee, delle escrescenze morbide che si formano sulla parete endometriale dell’utero o su quella cervicale. Non sono ancora note con precisione le cause di queste formazioni, ma si pensa siano dovute alle trasformazioni ormonali nelle donne che si avvicinano al periodo della menopausa. Non sempre i polipi possono essere individuati per una sintomatologia, perché spesso non danno nessun segno della loro presenza ma si individuano attraverso l’ecogrfia transvaginale. La terapia è solitamente farmacologica, quando necessaria, ma nei casi in cui i polipi raggiungono dimensioni importanti è necessario procedere con l’asportazione chirurgica.

Cisti ovariche: le cisti ovariche sono delle sacchette di tessuto che si formano all’interno delle ovaie o al loro esterno, che possono riempirsi con materiale liquido o, più raramente, solido. Nella maggior parte dei casi non vengono considerate come un problema ma, quando un’eventuale neoformazione ovarica, inizialmente ritenuta una cisti, aumenta di dimensioni, devono essere prontamente indagata, perché oltre a provocare un forte dolore nella donna, potrebbe in realtà rivelarsi essere unauna formazione tumorale ovarica. Le cisti di dimensioni più piccole sono in grado di assorbirsi autonomamente, senza nessun trattamento farmacologico né tanto meno chirurgico, mentre negli altri casi è necessario provvedere con l’asportazione e con l’analisi istologica, per evitare conseguenze più serie. L’eco trasvaginale è un esame molto utile per indagare conformazione e possibile origine di una ciste ovarica.

Difficoltà di procreazione: nel caso in cui la donna abbia difficoltà a iniziare una gravidanza o abbia subito un aborto spontaneo, bisogna valutare i motivi di tale problematica. Le cause sono molteplici e con l’ecografia transvaginale il medico è in grado di individuare eventuali criticità a carico dell’apparato genitale che possono in qualche modo essere le cause di una problematica così importante. Fibromi, cisti, polipi e malformazioni sono le principali cause fisiologiche, a cui, però, se ne possono aggiungere altre. Nel caso in cui morfologicamente e fisiologicamente l’apparato genitale non presenti anomalie, la causa è da cercare altrove. L’ecografia transvaginale viene anche usata per il monitoraggio dei follicoli nei cicli di procreazione medicalmente assistita.

Malformazioni uterine: le malformazioni uterine sono delle anomalie, spesso congenite, che a dispetto di quanto si possa pensare colpiscono un elevato numero di donne. Le malformazioni più frequenti riguardano la posizione dell’utero (utero retroverso) o la sua forma (utero setto, utero bicorne, utero arcuato). Nella maggior parte dei casi le deviazioni e le anomalie sono di lieve entità e non causano nessun problema alla donna ma, in alcuni casi, sono causa di aborti spontanei e infertilità. Non è una problematica sintomatica, tanto che non viene diagnosticata se non dopo un aborto spontaneo o i tentativi vani di iniziare una gravidanza, a meno che la donna non si sottoponga a un’ecografia pelvica o transvaginale. Una delle possibili sintomatologie può essere un intenso dolore mestruale o una marcata sindrome premestruale, ma non è sempre una deviazione dell’utero la causa.

Amenorrea: è l’assenza del ciclo mestruale. Si parla di amenorrea anche quando la donna inizia il periodo di gestazione o entra in menopausa ma, più generalmente, si fa riferimento ai casi di assenza ingiustificata. Ci si può riferire all’amenorrea nel caso in cui una ragazza, intorno al 15esimo anno di età, non abbia ancora avuto il menarca (prima mestruazione) o quando, in età fertile, il ciclo scompaia per uno o più mesi. Il sintomo dell’amenorrea è l’amenorrea stessa ma, in base alle cause, può accompagnarsi da acne, mal di testa, dolori al basso ventre ecc. Tra le cause, oltre alla menopausa e alla gravidanza, c’è l’assunzione di medicinali e contraccettivi, stress mentale e fisico, peso corporeo eccessivamente basso, squilibrio ormonale o eccesso di attività fisica. Può portare all’infertitilità o all’osteoporosi precoce, e l’ecografia trasvaginale aiuta a chiarirne le cause.

Menorragie o metrorragie: i sanguinamenti a cavallo tra un ciclo e l’altro (metrorragie) o la presenza delle cosiddette mestruazioni abbondanti (menorragie) possono essere sintomatici della presenza di una patologia dell’apparato genitale. Possono derivare dall’obesità, dall’anoressia, dai fibromi, inadeguato apporto di vitamine e proteine, dalla sindrome dell’ovaio policistico.

Dismenorrea: la presenza di dismenorrea (mestruazioni dolorose) è spesso indicazione all’esecuzione di una valutazione ecografica con ecografia transvaginale o un’ecografia dell’addome inferiore e pelvica.