È l’esame di riferimento insieme, al insieme al Pap-test, l’esame di riferimento per la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero. Consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero che analizzate mediante tecniche di biologia molecolare al fine di verificare la presenza dello Human Papilloma Virus (HPV).

Tale comune infezione virale si trasmette prevalentemente per via sessuale.

Qualora l’infezione persista, negli anni può causare le alterazioni pre-cancerose da cui può originare il cancro del collo dell’utero.

Il test HPV consente inoltre di verificare quali tipi specifici di virus siano presenti.

Ne esistono infatti diversi ceppi, alcuni innocui (“a basso rischio”: HPV 6, HPV 11, HPV 40, HPV 42, HPV 43, HPV 44, HPV 54, HPV 61, HPV 72, HPV 81), altri più pericolosi (“ad alto rischio”: HPV 16, HPV 18, HPV 31, HPV 33, HPV 39, HPV 45, HPV 51, HPV 52, HPV 56, HPV 58, HPV 59, HPV 68), in quanto in grado di causare la comparsa di cellule tumorali a livello della cervice uterina.

L’HPV-test è un esame che andrebbe effettuato una volta ogni 3-5 anni.

 

Un test positivo all’HPV non significa necessariamente che una donna svilupperà un cancro della cervice uterina, ma fornisce informazioni sui potenziali rischi e, conseguentemente, definire gli ulteriori accertamenti (ad es. colposcopia) e le tempistiche di questi.

La combinazione dei due esami, Pap test e HPV-test, costituisce il controllo più efficace per rilevare in uno stadio molto precoce delle lesioni che posso precedere la comparsa un cancro del collo dell’utero.

Il prelievo del campione cellulare dal collo dell’utero va effettuato almeno 5 giorni prima delle mestruazioni o almeno 5 giorni dopo la loro fine e le modalità di prelievo sono del tutto sovrapponibili a quelle del pap-test.