La tomosintesi mammaria digitale (DBT) è stata sviluppata per superare la sovrapposizione dei tessuti e il suo adattamento clinico è stato facilitato dallo sviluppo di rivelatori digitali.

Si tratta di una metodica di ultima generazione che permette una estrema accuratezza diagnostica nello scoprire e localizzare le lesioni mammarie e nell’ evidenziare quelle che possono sfuggire alla mammografia tradizionale, grazie alla combinazione di immagini acquisite.

 

La ricostruzione stratificata, ottenibile con la tomosintesi, riduce od elimina del tutto i problemi causati dalla sovrapposizione dei tessuti che si possono avere in una mammografia tradizionale, offrendo una migliore capacità diagnostica ed una superiore attenzione alla paziente.

 

Tecnica di esecuzione dell’esame

Nel DBT, vengono acquisite viste di proiezione multiple mentre la sorgente radiografica si muove lungo una traiettoria predefinita, tipicamente un arco che attraversa un intervallo angolare di 60° o meno, e le viste di proiezione acquisite vengono ricostruite per fornire sezioni parallele al supporto mammario

La tomosintesi è una tecnica che permette di ottenere immagini pseudotomografiche acquisendo un numero limitato di proiezioni da una gamma angolare stretta, combinando queste proiezioni per ricostruire un’immagine quasi tridimensionale.

Nella tomosintesi per immagini del seno la geometria di acquisizione è molto simile a quella utilizzata in mammografia, con la differenza che il tubo a raggi X viene ruotato su un piano intorno al seno compresso statico e viene acquisita una serie di immagini, una per ogni posizione del tubo a raggi X.

Durante le acquisizioni, il rivelatore può essere statico o ruotare per mantenere la sua superficie superiore normale al tubo a raggi X.

La serie di proiezioni acquisite viene poi elaborata da un algoritmo di ricostruzione che utilizza la diversa posizione nelle proiezioni degli stessi tessuti per calcolare la loro posizione verticale, stimando così la distribuzione 3D dei tessuti.

A causa dell’angolo limitato delle acquisizioni di proiezione, la tomosintesi è caratterizzata da un’altissima risoluzione spaziale nei piani paralleli al rivelatore, e una risoluzione notevolmente inferiore in direzione perpendicolare. Tuttavia, questa bassa risoluzione spaziale nella direzione della profondità è ritenuta sufficiente a ridurre sostanzialmente il problema della sovrapposizione dei tessuti, abbassandone l’impatto sulla sensibilità e specificità.

 

Quale è il vantaggio della mammografia con tomosintesi rispetto alla mammografia tradizionale 2D?

  • Migliore rilevamento di lesioni invasive anche molto piccole al seno;
  • Minore probabilità di falsi positivi e quindi anche riduzione degli esami di II e III livello (ago-aspirati, biopsie, RM) che impattano notevolmente sull’aspetto psico-fisico della paziente;
  • Migliore valutazione sia del seno denso, tipico della donna giovane, che a prevalente componente adiposa;
  • Minor tempo di compressione mammaria;
  • Velocità di scansione maggiore rispetto alla mammografia tradizionale.